Ringanxiety

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Ringanxiety

Come molti vocaboli anglofoni che nascono cogliendo espressioni di vita quotidiana, spesso ci trovano impreparati e poi divengono di uso comune.
Ringanxiety, cos’è?

Ringanxiety, termine figlio dei tempi moderni

Il termine nasce dell’unione delle due parole inglesi “ring” e “anxiety” e quindi rispettivamente suono/squillo e ansia. Subito chiaro quindi il significato intrinseco del termine, che richiama immediatamente all’utilizzo del cellulare.
Entrato prepotentemente in ogni attimo della nostra vita quotidiana, il cellulare è l’indiscusso sovrano del nostro tempo, spesso responsabile delle nostre azioni e scelte. Ci si innamora e ci si lascia via cellulare, ci si relaziona con il mondo attraverso internet, si trasmette la nostra immagine attraverso lo stile e il modello dell’apparecchio, si lavora (tanto!) con e-mail e telefonate.

Ringanxiety, cosa come si manifesta

Va da sé che con tutto questi utilizzi, il cellulare diviene uno strumento centrale nella nostra vita, basti pensare a cosa si vive all’idea di perderlo.
La “ringanxiety” è la sensazione di avvertire il proprio cellulare che suona, mentre si sta facendo un’azione qualsiasi. Ci si sente sicuri che sì, si sta ascoltando la suoneria del nostro cellulare e si interrompe l’azione in corso per andare a rispondere, quando invece non è così.
Da uno studio effettuato attraverso esperimenti su un campione di soggetti presi in esame, gli studiosi dell’Università del Michigan Daniel Kruger e Kaikob Djerf, hanno rilevato che almeno l’80% delle persone abbia ammesso di essere incappato in questa situazione. Si può ritenere quindi la “ringanxiety” come una vera e propria sindrome che si aggiunge al già numeroso gruppo di nevrosi comuni dell’era moderna.

Ringanxiety, perché e cosa fare

Secondo i due ricercatori, tale strano disturbo si basa su almeno due fonti: la solitudine e la paura. Il cellulare che viene vissuto come estensione del nostro corpo e della nostra mente, diviene ora l’estensione delle nostre emozioni ed aspettative. Da qui ad aspettarsi che il cellulare reagisca concretamente alle nostre speranze, ad esempio ci fornisca le risposte che attendavamo, il passo è breve. Non è poi simpatico lo stato di disagio che provoca il rendersi conto di essere entrati in questo strano “loop”.

Cosa fare? Come sempre una sana consapevolezza è sinonimo di equilibrio e salute.

Sappiamo che il cellulare è un indispensabile strumento, ma non facciamolo divenire il centro del mondo e delle nostre emozioni. Ritagliamo spazi di giornata “mobile-free”, dove scegliamo consapevolmente di spegnerlo. Recuperiamo il contatto visivo con chi ci sta attorno. Non portiamolo nelle stanze più “relax”, quali soggiorno e soprattutto dimentichiamolo quando si entra in camera da letto.
Abbandoniamoci al piacere di leggere un buon libro, di spendere due parole con chi ci sta accanto, di lasciarci andare all’intimità, di pregustarci il piacere del sonno. Se poi il tutto avviene su un materasso Dinamika System c’è ancora più gusto.

Questi sì che sono rimendi anti-ansia! Questa sì che è vita!

Vivi vero. #verypeopleinside

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